Ishii Sogo: la rinascita di un genere

Ishii Sogo

Spetta a Ishii Sogo il compito di inaugurare la New Wave giapponese degli anni Ottanta e Novanta quando, poco più che ventenne, realizza “Panic High School”, del 1997, considerato come la pellicola che apre una nuova stagione nella storia del cinema giapponese; “Panic High School” racconta la storia della rivolta di alcuni studenti in seguito al suicidio di un compagno incapace di reggere la pressione per gli esami di ammissione all’università (gli esami di ammissione sono veramente duri e richiedono uno sforzo quasi sovrumano in termini di preparazione, però i fortunati che riusciranno a superare i vari test si potranno “riposare” durante gli anni universitari, periodo spensierato e senza preoccupazioni poi ovviamente una volta terminati gli studi inizierà una fase decisamente diversa condita da molte responsabilità sociali).

Nel corso della sua carriera Ishii realizzerà svariati film legati al mondo dell’alterità giovanile decidendo però di non fossilizzarsi su un unico genere, infatti con il passare degli anni sposta il suo discorso sulla famiglia, dove merita di essere citato “Crazy Family” (del 1984); in questo film troviamo un ordinario nucleo famigliare che finisce col distruggere la propria nuova abitazione per difendersi da un’invasione di termiti. L’insegnamento della metafora è chiaro: le insostenibili pressioni della società possono condurre chiunque nei baratri della follia.

La seconda metà degli anni Novanta vede Ishii firmare due film molto lontani dai suoi violenti esordi punk, “August in the Water” (del 1995) e “Labyrinth of Dreams” (del 1997). Qui il cinema di Ishii si distende e si fa contemplativo, introducendo una dimensione spirituale e metafisica che vede l’uomo come parte di un più grande schema cosmico tuttavia non si deve pensare a un ripudio del passato, che ritornerà con forza, magari mediato da questi nuovi orizzonti.
“Electric dragon 80.000 V” (del 2004) è sicuramente uno dei film più apprezzati sia dal pubblico che dalla critica, nipponica e non; troviamo due supereroi ad alto voltaggio che si scontrano cercando di eliminarsi reciprocamente a colpi di chitarra elettrica (grazie alla popolarità del film Ishii è da molti considerato il “regista elettrico”).

Andrea Venuti