The Machine Girl (Kataude Mashin Garu)

The Machine Girl

Se volete passare un po’ di tempo senza pensieri e se amate i film splatter The Machine Girl è il film che fa per voi. La trama è molto semplice, due adolescenti, Takeshi e Yu, sono vittime di continui atti di bullismo da parte di una banda di teppisti capeggiata dal figlio di un potente Yakuza del clan Hattori Hanzo, appena i due perseguitati tentano di ribellarsi vengono uccisi.
Yu, una delle due vittime, dalla morte dei genitori, avvenuta per suicidio, vive con la sorella maggiore Ami (Minase Yashiro). Ami, non accettando la tesi ufficiale del suicidio, decide di indagare sulla morte del fratello e tenta di coinvolgere nelle indagini anche i genitori di Takeshi che, ritenendo Yu responsabile della morte del figlio, si rifiutano di aiutarla.

A questo punto Ami comincia a percorrere la sua strada per la vendetta, i primi che uccide sono un membro della banda di teppisti e sua madre. Non ancora soddisfatta Ami attacca gli Yakuza ma viene catturata e torturata fino a subire l’amputazione di un braccio, miracolosamente riesce a fuggire e trova rifugio ed aiuto dai genitori di Takeshi. Ami viene curata ma non mancano i contrasti con Miki, la madre di Takeshi, superati i quali il padre di Takeshi costruisce per Ami una mitragliatrice da poter utilizzare al posto del braccio amputato e che la trasforma in un’arma letale.
Proprio durante gli ultimi ritocchi all’arma vengono attaccati da una squadra di ninja che, prima della sconfitta, uccide il marito di Miki. Da questo momento le donne diventano alleate nella comune vendetta e si recano presso l’abitazione dello Yakuza per eliminare tutti i responsabili della morte dei loro cari.
La battaglia che le due donne intraprendono è dura e senza esclusione di colpi, tanto sangue viene versato ed una gran varietà di armi viene utilizzata. Durante lo scontro Miki perde la vita ma Ami riesce a sopravvivere dopo aver eliminato tutti i nemici in un bagno di sangue!

Le sequenze iniziali del film ci mostrano immediatamente a cosa andiamo incontro, un gruppo di bulli tormenta con giochi sadici un ragazzo fino a quando entra in scena una liceale, a prima vista innocua, che prima con una falce e poi con una mitragliatrice inserita nel proprio braccio amputato incomincia ad ammazzarli uno per volta, senza alcuna pietà. Questo film è composto da 96 minuti di violenza, è uno splatter che non fa nessuno sconto nell’utilizzo di effetti sanguinolenti e di trovate cinematografiche che rasentano la commedia come la battaglia che Ami e Miki ingaggiano con i genitori dei teppisti uccisi. Durante il film vediamo tizi con buchi enormi nello stomaco, ninja che ricordano i Power Ranger, uno Yakuza torturato con enormi chiodi conficcati sul viso, un cuoco che per punizione è costretto a mangiare sushi fatto con le sue dita amputate e, sempre restando in tema gastronomico, Ami che vede il suo braccio diventare tempura. Tra le scene più esilaranti e memorabili del film c’è quella del combattimento tra la moglie dello Yakuza ed Ami, nella quale la moglie dello Yakuza indossa un micidiale reggiseno perforante.

Il regista Noboru Iguchi ne combina letteralmente di tutti i colori e dà pieno sfogo alle sue fantasie trasformando un film che potrebbe essere una denuncia al bullismo in uno “splatterone” senza limiti che, a dispetto di una trama che non ha nulla di eccezionale, non lascia spazio alla noia. Sono proprio le trovate stravaganti del regista a rendere questo film privo di monotonia e piacevole da vedere (almeno per gli amanti del genere che, comunque, non devono aspettarsi la genialità di Takashi Miike). Non mancano citazioni di altri film splatter-horror come La casa di Sam Raimi o Planet Terror di Robert Rodriguez.

Cesidio Tatarella