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I giapponesi vogliono cambiare?

In queste ultime settimane avrete sentito parlare delle manifestazioni che ci sono state a Tokyo contro la riapertura delle centrali, e probabilmente avrete pensato che è normale che la gente scenda in piazza dopo quello che è successo. A me invece è parso incredibile vedere così tanti giapponesi manifestare, perché protestare andando nelle piazze non è proprio da loro, un fenomeno di questo tipo infatti non si era mai visto qui in Giappone, ed è un segnale della grande voglia di cambiamento spinta anche dalla paura generata da Fukushima.
Non voglio riaprire il solito dibattito nucleare si/nucleare no, piuttosto mi faccio e vi faccio una domanda: i giapponesi sono veramente pronti a cambiare abitudini e mentalità? Penso che siamo quasi tutti d’accordo sul fatto che sostituire le centrali nucleari con centrali a combustibili fossili, più pericolose ed inquinanti, sia una follia. Fino al giorno, purtroppo ancora lontano, in cui il Giappone potrà contare sulle fonti rinnovabili come valida alternativa, l’unica soluzione possibile per fare a meno del nucleare sarà ridurre i consumi energetici.
Nel 2010 il nucleare giapponese copriva meno del 30% del fabbisogno nazionale, e l’idea che mi sono fatto è che se tutti fossero veramente intenzionati ad accettare qualche piccolo cambiamento nella loro vita, ridurre del 20-30% i consumi nel Paese più sprecone del mondo, in termini di elettricità, sarebbe relativamente facile. Volete alcuni esempi? Che senso ha, durante l’estate, tenere il condizionatore acceso tutta la notte e dormire con le coperte? Perché nei treni, nei supermercati e nei ristoranti deve fare freddo mentre fuori ci sono 35 gradi? E’ proprio necessario tenere la giacca sul posto di lavoro in piena estate?
Tutte queste abitudini sono rimaste pressoché invariate rispetto a due anni fa, per ora quasi nulla è cambiato. Poi c’è il problema delle case, che vengono costruite in maniera impeccabile per quanto riguarda la resistenza ai terremoti, ma hanno infinite carenze dal punto di vista del risparmio energetico e se non fosse per l’uso spropositato dell’aria condizionata sarebbero fredde d’inverno e caldissime d’estate.
Il vero nodo da sciogliere sono le cattive abitudini sviluppate in tutti questi anni in cui l’energia elettrica ha avuto un prezzo molto basso portando gli sprechi a livelli unici al mondo. Oggi i giapponesi sono consapevoli della situazione in cui si trovano e tutti quelli che chiedono l’abbandono del nucleare si dichiarano intenzionati a cambiare le proprie abitudini, ma fra il dire e il fare…
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Tsunami nucleare
L’11 marzo 2011, un sisma di magnitudo 9.0, seguito da uno tsunami, ha sconvolto il Giappone causando oltre trentamila vittime. In un diario di trenta giorni trascorsi al “fronte”, Pio d’Emilia, corrispondente da Tokyo per Sky Tg24, racconta gli eventi che hanno sconvolto il destino di una nazione.
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